Libri nuovi
Sono usciti evviva!!!

I libri di Scuola di cucina realizati per la Liciani giochi, sono arrivati oggi in un bel pacco grande, che emozione!
Ogni volta è una sorpresa e una grande attesa come attendere babbo natale, per questo forse, i postini mi sono molto simpatici?
Anche perchè nella mia vita sono stata postina anche io a Firenze…ma quanto tempo è passato…
“Drriiiinnn signora avviso, raccomandata, poooosta!!!”
I libri, che sono due, sono in una bella scatola con un gadget, per i dolcetti le formine di gomma per i muffin e per gli stuzzichini le formine per talgiere le fette del pane, ingegnoso!
Ne avevo già parlato in questo post, perchè le ricette avevano avuto un grande successo con F. che si era improvvisata “cuciniera” come dice D.

Una storia semplice
Oggi vi racconto una storia molto semplice sulla mia gatta.
Prunilde è una gatta molto discreta, molto miagolona e in cerca di compagnia.
Se rimane sola in una stanz miagola perchè non le piace la solitudine.. quindi in casa nostra cade a fagiolo!
Non c’è un angolo in questa casa dove nascondersi , perchè è già occupato da un’altro!
In tutto il caos, lei si è adattata benissimo anzi la sua cesta è in mezzo alla casa, nel punto di maggiore passaggio, e non le dispiace affatto .
Come tutti i gatti in città , non conosce il fuori.
Avendo un terrazzo ha fatto una straordinaria scoperta quindi, non solo che esiste aria fresca, piante cielo etc.. ma che tutto è pure animato.
Passa le ore in terrazza e guarda le foglie, la girandola e gli uccellini di passaggio.
Qualche giorno fa è arrivato l’autunno e il fico che prima ha tinto di un bel giallo le sue foglie, il giorno dopo, improvvisamente gli erano cadute tutte e formavano un bel tappeto acceso intorno al tronco.
Prunilde ha alzato una zampetta curiosa, mai forse le era capitato di vedere una cosa del genere…
ecco la sua semplice storia:

Il tic tac dell’orologio
F. ha una sveglia personale sul comodino che suona alla mattina per andare a scuola.
In cucina invece abbiamo un orologio che segnala l’ora imitando il canto di un uccello.
Alle tre è la cincia, alle quattro il picchio..etc..
Molto educativo, ora nessuno ci batte nelle nostre gite ai parchi e in campagna, riconosciamo ogni specie!
Poi è arrivato anche l’orologio a cucù, perchè, povera me, ho raccontato ai mie tre una storia della mia infanzia, con una vecchia zia che mi dava le caramelle di zucchero e mi chiamava alle cinque per vedere l’uccellino del cucù uscire dalla casetta…
Li ha incuriositi e hanno voluto anche loro il cucù.
Insomma siamo allertanti allo scattare di ogni ora, senza contare gli orologi del computer telefoni video etc.
Quasi tutti sono digitali e nessuno a carica, e in tutto ciò,
non mi sono mai posta il problema di insegnare ai piccolini a leggere l’ora, voi sì?
L’ora non con i numeri scritti è capace anche A. di leggerla, anche se, non ne comprende comunque il significato, perchè si confonde nella scansione del tempo:
“Quando è domenica?
“Questa è la cena del giorno o della sera?”
“Ieri quando ero piccolo…”
Frenata dai più piccini non mi sono accorta che F. al contraio aveva bisogno di qualche spiegazione in più.
Le abbiamo insegnato a contare i minuti e le ore, ma ancora si confonde… come il fratello.
Ricordo che quando erano ancora più piccoli, gli avevo comprato una clessidra.
Loro la guardavano imbambolati ogni volta che la giravo e chiedevo loro di aspettare.
Nel tempo necessario alla polvere per scendere, loro rimanevano fermi e io potevo mettere le scarpe.
La clessidra naturalmente si è rotta dopo poco.. e loro rimangono in questa assenza totale di tempo vivendo sempre al presente, lo fanno solo i miei?
Forse non avranno bisogno di tante spiegazioni perchè avranno sempre un allarme o un computer o un telefonino che calcola e avverte.
Così per insegnargli a leggere l’orologio avrò perso solo tempo…














