Chiara Nocentini

la mia vita è disegnare… quindi disegno la mia vita

La fucina delle idee

La fucina delle idee mi chiamava la mia mamma.
Aveva ragione, ero sempre a lambiccare ipotesi e pensare a progetti che poi, per pigrizia o subentrando ancora altre idee, lasciavo a metà.
La mia infanzia è costellata di ricordi di copertine per la bambola lasciate a metà, disegni mai finiti, un totem abbandonato in giardino fino a essere un ceppo buono solo per il camino e via dicendo.
Adesso il ricordo di me come ero mi infastidiscce, per questo ogni idea devo portarla fino in fondo,imponendomi di svilupparle.
Non mi è così facile, ancora adesso mentre sto facendo qualcosa ne devo iniziare contemporaneamente altre due…
Indubbiamente questa grande potere del fare, mi piace e mi affascina, quante donne creative che seguo anche sul web! E quante, ne ho conosciute fra la cerchia deglia amici!
Ci riproponiamo come moderni artigiani non di paccotiglia da vendere ai turisti, ma come ideatori di design personali e spesso assolutamente home made!
Quel che cerco adesso è di sfruttare la mia capacità di illustratrice.
Ho imparato a cucire con molta pazienza, e ora sarò in grado di auto produrmi il mio personale design, iniziando da questo utilissimo elemento:
la mia stoffa con i mie disegni!!!!!!

La fucina delle idee called me my mom.
She was right, I was always to makeing hypotheses and then thinking for some projects.
My childhood memories are full of: covers for the doll in the middle left, unfinished drawings, a totem left up in the garden to be a strain only good for the fireplace and so on!
Now,I force myself to keep me firm in my ideas and develop them.
What I seek now is to use my skills of illustrator.
I learned to sew with a lot of patience, and now I will be able to self produce my own designs, starting with this very useful feature:
My fabric with my drawings!!!

Un regalo un flip flop da scaricare


A scuola in questi giorni passano da manina a manina un giochino molto divertente che facevo anche io da piccola.
Non so come si chiami io in questo post lo chiamerò “flip flop”
Farlo è molto semplice basta piegare gli angoli e si apre un fiore con dei numeri per ogni faccia, sotto l’aletta si scrivono delle definizioni.
Ne ho disegnato uno per “Famiglia Cristiana” e vorrei condividerlo con voi stampatelo e seguite le istruzioni riportate qui di seguito.
Spero che le vostre bambine ci si divertano!

Ritaglia dalla pagina il quadrato illustrato e piegane gli angoli a monte verso il retro, piegando lungo la linea tratteggiata
Piega nuovamente i nuovi angoli creati lungo la linea tratteggiata verso il centro.
Piega a metà lungo la metà verticale e riapri
Piega a metà lungo la linea orizzontale e riapri
Sul retro si saranno create delle “taschine” aprile mettendoci il pollice e l’indice delle mani.

Istruzioni del gioco
Chiedi a un tuo amico di dirti un numero da 1 all’infinito
Apri e chiudi il tuo flip flop tante volte quanto il numero detto dall’amico
Fagli scegliere un numero comparso in una delle quattro facce aperte
Leggi il risultato relativo al numero.
Puoi inventare da solo le definizioni legate al numero o seguire quelle sotto:

1 sei come il cioccolato, amaro!
2 sei fortissimo!
3 sei un pigrone!
4 sei una meraviglia
5 sei Tosto!
6 sei una dolce panna
7 tocca a te cambio!
8 sei affascinante

Rosa Pomar

Scusatemi ma questa la devo assolutamente condividere!
Da quando ho il mio piccolo blog seguo con passione, non sapendo purtroppo neppure una parola di portoghese, Rosa Pomar, trovate il suo link fra i miei preferiti.
Quest’estate, durante il soggiorno nel mio paese in Toscanaa, siamo andati a vedere gli affreschi a San Giminiano , perchè avevo voglia di farli conoscere ai miei bambini.
Mi ricordo che da piccina mi avevano profondamente colpito e convinta che fossero una cosa molto curiosa da fargli vedere siamo entrati nella Collegiata.
Un affresco di questi di Bartolo di Fredi, l’ho segnalato per mail a Rosa perchè le donne dipinte portano una fascia porta bebè di quelle che cuce anche lei e mi pareva curioso segnalare quest’uso comune nel 1367, e tornato in uso anche oggi.
Il post di Rosa lo trovate qui

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