Chiara Nocentini

la mia vita è disegnare… quindi disegno la mia vita

La gatta Prunilde

Ciao a tutti!
Qualche giorno fa, per grande insistenza dei nostri bambini, abbiamo adottato una gatta.
Abbiamo pensato di prenderla in un gattile di Milano, fra i gatti non più desiderati.
La gatta ha festosamente alzato la coda in segno di saluto e la sbandierava in maniera sinuosa sotto al nostro naso, si strusciava alle nostre gambe e si faceva accarezzare dai bambini.
Un carattere molto docile, che ci ha convinto per la sua adozione.
Prunilde, così l’abbiamo chiamata, ha 12 anni, un gatto con una lunga storia alle sue spalle, di cui però, non sappiamo nulla.
Sono sicura che sia stata accudita bene, perchè è una gatta molto educata, non salta sul divano, sa usare la lettiera, educatamente mangia alla sua ciotolina leccando la sua pappa senza fare uscire dalla ciotola niente.. noi abituati a un cocker festoso e sbrodolone ci siamo stupiti!
A. che fra tutti è il più timoroso e nervoso, si calma accarezzandola e tutti e tre stanno imparano a moderare movimenti e voce quando vogliono avvicinarsi alla gatta e questo è positivo, imparare a rispettare persone e animali penso sia uno dei primari insegnamenti da dare ai figli.
Sono orgogliosa della nostra scelta , che comporta comunque molto impegno, ma anche un buon esempio.

Hello everyone,
we have adopted a cat lady 12 years old.
Its name is Prunilde
It is very very soft!

La fucina delle idee

La fucina delle idee mi chiamava la mia mamma.
Aveva ragione, ero sempre a lambiccare ipotesi e pensare a progetti che poi, per pigrizia o subentrando ancora altre idee, lasciavo a metà.
La mia infanzia è costellata di ricordi di copertine per la bambola lasciate a metà, disegni mai finiti, un totem abbandonato in giardino fino a essere un ceppo buono solo per il camino e via dicendo.
Adesso il ricordo di me come ero mi infastidiscce, per questo ogni idea devo portarla fino in fondo,imponendomi di svilupparle.
Non mi è così facile, ancora adesso mentre sto facendo qualcosa ne devo iniziare contemporaneamente altre due…
Indubbiamente questa grande potere del fare, mi piace e mi affascina, quante donne creative che seguo anche sul web! E quante, ne ho conosciute fra la cerchia deglia amici!
Ci riproponiamo come moderni artigiani non di paccotiglia da vendere ai turisti, ma come ideatori di design personali e spesso assolutamente home made!
Quel che cerco adesso è di sfruttare la mia capacità di illustratrice.
Ho imparato a cucire con molta pazienza, e ora sarò in grado di auto produrmi il mio personale design, iniziando da questo utilissimo elemento:
la mia stoffa con i mie disegni!!!!!!

La fucina delle idee called me my mom.
She was right, I was always to makeing hypotheses and then thinking for some projects.
My childhood memories are full of: covers for the doll in the middle left, unfinished drawings, a totem left up in the garden to be a strain only good for the fireplace and so on!
Now,I force myself to keep me firm in my ideas and develop them.
What I seek now is to use my skills of illustrator.
I learned to sew with a lot of patience, and now I will be able to self produce my own designs, starting with this very useful feature:
My fabric with my drawings!!!

Il tic tac dell’orologio

F. ha una sveglia personale sul comodino che suona alla mattina per andare a scuola.
In cucina invece abbiamo un orologio che segnala l’ora imitando il canto di un uccello.
Alle tre è la cincia, alle quattro il picchio..etc..
Molto educativo, ora nessuno ci batte nelle nostre gite ai parchi e in campagna, riconosciamo ogni specie!

Poi è arrivato anche l’orologio a cucù, perchè, povera me, ho raccontato ai mie tre una storia della mia infanzia, con una vecchia zia che mi dava le caramelle di zucchero e mi chiamava alle cinque per vedere l’uccellino del cucù uscire dalla casetta…
Li ha incuriositi e hanno voluto anche loro il cucù.

Insomma siamo allertanti allo scattare di ogni ora, senza contare gli orologi del computer telefoni video etc.
Quasi tutti sono digitali e nessuno a carica, e in tutto ciò,
non mi sono mai posta il problema di insegnare ai piccolini a leggere l’ora, voi sì?

L’ora non con i numeri scritti è capace anche A. di leggerla, anche se, non ne comprende comunque il significato, perchè si confonde nella scansione del tempo:

“Quando è domenica?

“Questa è la cena del giorno o della sera?”

“Ieri quando ero piccolo…”

Frenata dai più piccini non mi sono accorta che F. al contraio aveva bisogno di qualche spiegazione in più.

Le abbiamo insegnato a contare i minuti e le ore, ma ancora si confonde… come il fratello.

Ricordo che quando erano ancora più piccoli, gli avevo comprato una clessidra.
Loro la guardavano imbambolati ogni volta che la giravo e chiedevo loro di aspettare.
Nel tempo necessario alla polvere per scendere, loro rimanevano fermi e io potevo mettere le scarpe.

La clessidra naturalmente si è rotta dopo poco.. e loro rimangono in questa assenza totale di tempo vivendo sempre al presente, lo fanno solo i miei?
Forse non avranno bisogno di tante spiegazioni perchè avranno sempre un allarme o un computer o un telefonino che calcola e avverte.
Così per insegnargli a leggere l’orologio avrò perso solo tempo…

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