Speciale!
Al rientro dalle nostre vacanze abbiamo trovato un afa soffocante e la città vuota, o almeno così credevamo fosse, fino a che non siamo entrati nel supermercato della zona…erano tutti lì!
Molti con lo sguardo vacuo e nostalgico e con indosso ancora la ciabattina da mare.
Che tristezza, il rientro non è mai facile.
Ma il meglio e più tipiche scene del sociale avvengono al bancone del pesce.
Innanzi tutto ci si avvicinano solo “gli esperti” quelli che, chiaramente, hanno un parente pescatore, che cucinano solo il pesce mediterraneo, che sanno elencare ogni specie, che conoscono a che profondità venga pescata l’acciughetta delle Antille, e che grado di lucidità ha l’occhio dell’infelice branzino esposto nella vetrinetta.
Se non sei un esperto si capisce subito, perchè ordini la fettina di merluzzo impanata dalla pescheria, e loro ti lanciano un’occhiata fra il disprezzo e la pena…
Bene ci siamo avvicinati , noi, non eperti, ma comunque amanti della buona cucina, abbiamo preso una fetta di tonno e ce lo siamo fatto incartare, il cliente accanto a noi non ha potuto reggere il confronto, ha ordinato lo stesso, ma la fetta alta il doppio! Praticamente un cubo impossibile da mettere su una piastra o da infornare, si è girato di tre quarti e ha detto rivolgendosi al commesso piuttosto indifferente,
“Sa, ho degli ospiti così faccio bella figura!”
Mai commentare un cliente al bancone del pesce si rischia di essere sommersi dai loro consigli e dalle ricette e nella tracotanza non avreste scampo.
Questo mi ha rammentato una scenetta simile avvenuta quest’estate, solo che eravamo nel mio paesello in Toscana e non si trattava di pesci, ma di “ciccia”,
tanto si sa, gli esperti esistono ovunque.
Nella macelleria di A. si è disputato un bellissimo mach fra “donna di casa bravissima in cucina” e il “macello tutto da solo” lui garantiva la freschezza, lei ribatteva il gusto e ciò che ne evinceva era che tutto era altamente “Speciale!”
“Mi dai questo pezzo..”
“Oh brava, questo è speciale, ma com’è?”
“è speciale!” all’unisono.
“Ci voglio fare il brodo e sai il mio brodo con questo…viene speciale.”
“Gurda tu c’hai ragione com’è speciale questo ci viene un brodino davvero speciale e ci mangia tutta la famiglia.”

Il finale della storia, quando vado a fare la spesa io sto zitta.
Di nuovo noi

Come ogni anno si ricomincia dopo le ferie, dovrebbero spostare il capodanno alla fine di agosto, perchè niente come questo periodo da la sensazione di “inizio”.
La fine delle vacanze estive, da l’avvio ai progetti e le buone intenzioni, molto di più di dicembre.
I migliori sentiti fin’ora sono i vogliosi di corsi che settembre avvierà, da quelli di lingue a quelli di tango, la buona volontà non ha limiti..
Io mi riserbo solo quello di risparmiare, visto i tempi…
taglio il superfluo, che poi il superfluo in una famiglia numerosa non c’è mai!
“Possiamo tagliare la piscina dei bambini”
“Evviva!!”
Gridano loro entusiasti.
“Però chi si prende l’impegno di portarli a nuoto libero almeno una volta a settimana??”
“Ce la faremo, farà bene anche alla mia pancia”
Dice il babbo.
“I giubbotti invernali, il riciclo già lo facciamo, possiamo passare quello di Fra a A. quello di A. a Dada, e Fra mette quello dell’amicaG”
“Quello dell’ amica G. è fucsia con le margherite gialle, ma dove l’ha comprato!”
” Erano gli anni ottanta, andava di moda si vede”
“Scarpe chi ce l’ha se le tenga bene, perchè fino a dicembre e i saldi non compro nulla!”
“Mamma metterò le calze di lana coi sandali?”
“Vendiamo il mobile con le ante, il passeggino doppio, la brandiana per gli ospiti e recuperiamo per pagare la Milano ristorazione di quest’anno!”
Mi pare che le buone intenzioni ci siano, iniziamo bene!
Sicuramente!
Non c’è dubbio!
Meno male che ci siamo noi due……













