Handkerchief
Handkerchief, questa parola così paurosa alla pronuncia che ricorda molto più una parola tedesca che inglese, è il risultato, non unico certamente, del mio corso di inglese.
E’ scaturita fuori questa sera in un convulso dialogo in italian-english con i miei compagni di corso, e ora so che se mai mi troverò in Inghlterra e fossi preda di un orribile raffreddore, saprei cosa chiedere per soffiarmi il naso.
Rigorosamente di stoffa, esistono ancora certo, bisogna cercarli bene nelle mercerie, ma ci sono, a Milano sono in via di estinzione, ma ho un negozietto del centro che ha ancora quelli della marca di quando ero piccola e che non ha abbandonato la stampa a fiori che tanto mi ricorda una nonnina.
Ne ho comprati tre anche a F. che lo mette ben piegato nella tasca del grembiule, anche se come tutti i bambini preferisce tirare sù col naso.
Ciccio ha un modo più rustico di sistemare il naso, ma non lo dirò per delicatezza di stomaco.
A F. comunque piace questa abitudine un pò strana, in effetti sono morbidi e profumano di casa propria, una consolazione per i piccoli nasi arrossati.
A molti non piacciono, lo so, più igenico la carta ribattono in genere, ma io credo che non ci sia differenza, se sei preciso lo è anche il fazzoletto e non tiri fuori dalla tasca una malloppa appiccicosa, così per quelli di carta non li tiri fuori dalla tasca appallottolati e usati dal dicembre scorso, lo cambi!
Un buon lavaggio, nella mia lavatrice finisce ben di peggio a volte, e lo riutilizzi invece di gettarlo, e questo mi pare sia un buon risparmio per l’ambiente.

Children’s book fair
Ieri era il giorno della meritata “gita”, il giorno della fiera del libro, il giorno in cui partire la mattina e tornare la sera.
Potrei anche definirlo il giorno delle possibilità mancate, ma perchè rovinare un ricordo?
In fondo non ho mancato proprio nulla, caso mai mi dispiace per gli editori che hanno perso l’occasione di visionare il mio famoso book, che era davvero perfetto quest’anno! Che modestia!
Le blogger anche alla fiera del libro, siamo davvero come il prezzemolo!
Infatti fuori alla biglietteria sapete chi c’era ad aspettarci e darci il benvenuto nella loro città? Mamma felice!
Mi sono divertita un sacco, insieme alle mie “colonne d’Ercole”, inconsapevoli di esserlo, la mitica Jolanda e la super Piattini.
Senza di loro, non so se sarei andata, perchè la fiera lascia sempre un pò di rammarico per un illustratore, invece stamattina fischiettavo la canzoncina di filastrocche mentre attraversavo il parco per portare i bambini a scuola, e loro ridevano, e ho 5 magnifiche copie del libro che ho illustrato per Piattini da coccolare e sfogliare, e una mamma mi ha offerto un caffè al bar e mi regalerà della buona farina di kamut…
Abbiamo riso, parlato, curiosato, progettato, intanto i piedi gridavano vendetta e anche le spalle appesantite da borse cariche di libri e depliants, oggi ho la testa carica di buone idee. Mancavano grandi gruppi editoriali come la Mondadori, e la Disney italia e questo ci ha stupito, in compenso erano presenti tutti i piccoli nuovi editori italiani, con molte idee e iniziative davvero lodevoli.
Saluto anche quel mite signore che era seduto accanto a noi sul treno e che abbiamo “coinvolto” nel nostro vortice di parole.

Mulino Marino
Qualche giorno fa, quando ancora esisteva uno sparuto raggio di sole prima di questa interminabile pioggerellina, eravamo al parco.
E lì, ho conosciuto una mamma davvero simpatica, abbiamo scoperto che dai nostri cortili, una vede il terrazzo dell’altra, a casa mia si dice che “Il vicino è il miglior parente”.
Fino a ora ho potuto solo negare questa affermazione ,purtroppo, in questo caso però è vero.
Abbaimo parlato fra le varie cose del pane, argomento che ormai mi appartiene pienamente, visto che ho invogliato anche mia sorella a farlo, e tra l’altro ha anche un magnifico forno a legna!
Con la mamma del parco ci siamo scambiate un pò di consigli e ho scoperto che ha una casa in campagna vicino al mulino da cui compro la farina.
Questio mulino è speciale perchè macina ancora a pietra e l’amore che i proprietari mostrano per i prodotti e per la filiera che seguono è ammirevole.
Presa al loro spaccio, la farina costa nettamente meno che comprarla al dettaglio nei negozi, e questo mi ha spinto a fare un’ordine alla mia amica, che si è resa disponibile ad andare al mulino.
Ho preso 10 kg di farina 1 e farina 7 effe e naturalmente il pane è il più buono che abbia fatto fino a ora!
















