Mamma e papà, siamo davvero pari?
Posted on | gennaio 16, 2010 | 4 Comments
Questa settimana di super impegni, di quotidianità segnata dai rientri e dalle uscite scolastiche, ancora una volta da quando sono mamma mi ha dato da pensare che una parità fra genitori non esiste.
Certo non sarò la prima a dirlo e non avrò fatto neanche una grande scoperta, anche l’ovvio può essere ignorato.
Secondo me non sempre si è disposte ad ammetterlo, a volte sentirsi super impegnate e responsabilizzate può essere gratificante.
Anche l’esperienze di amiche che raccontano di avere compagni che dividono gli impegni e prestano aiuto con i figli, non ho mai trovato una totale parità.
Non credo che mariti e compagni sceglierebbero le stesse rinunce sul lavoro o personali in favore di figli o gestione familiare, quali invece, vengono fatte dalle donne.
Se i nonni fissano le analisi del sangue il giorno in cui avete da prendere i bambini a scuola alle 16,00,
chi della coppia si offre di utilizzare tempo del proprio lavoro per prenderli e passare dal parco, preparare la merenda, fare la spesa, riordinare la biancheria appena asciugata , caricare la lavatrice, preparare la cena?
Quando possa essere recuperato il tempo “perso” dipende dalla buona volontà del genitore e dal suo bisogno di dormire, perchè spesso la sera diventa una “landa” di tempo e spazio da utilizare per finire il lavoro portato a casa.

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Comments
4 Responses to “Mamma e papà, siamo davvero pari?”
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gennaio 16th, 2010 @ 22:08
bellissima illustrazione!! E’ proprio vero quello che dici, credo che la cosa importante e difficile sia scegliere, questa posizione “dispari”, e non subirla…
gennaio 17th, 2010 @ 23:45
Cara Chiara, sarà anche ovvio quello che dici ma è comunque assolutamente vero.
Per me in tanti momenti è molto difficile accettare questa diversità che prima la natura e poi la società impongono. E’ facile sentirsi così simili agli uomini, facendo magari gli stessi percorsi di studio o di lavoro, da cadere spesso nel trappolone del credersi tutto sommato uguali. Pensando, cioè, di avere le stesse modalità per raggiungere certi obiettivi di realizzazione. Avere dei figli ci riporta alla reale diversità. Sono anch’io una illustratrice, e ti confesso che questa diversità a me pesa tanto quando vorrei dipingere, quando vorrei sperimentare nuove tecniche, studiare cose nuove, e le ore della notte non bastano neanche per buttare giù degli spunti (perchè c’è il lavoro da finire, dato che di giorno ci sono tutte le cose che dici tu!). Ecco, lì mi pesa. Però nello stesso tempo sento la ricchezza che ho ad essere mammma, un tipo di emozione quotidiana così intensa come lui non saprà mai. Per questo mi spiace per lui, e penso che la vita è fatta di contrappesi. …E spero solo di riuscire a fare questo lavoro per tutta la vita!
Scusa lo sfogo!
Un abbraccio!!!
Cate
gennaio 18th, 2010 @ 22:58
Hai perfettamente ragione, non va di moda dire che no si è pari ma è così. Alle volte penso che sia un po’ fisiologico e ripenso ai calcetti nel mio pancione. In fondo quello è solo mio e anche volendo non posso cedere questo ricordo…
gennaio 20th, 2010 @ 13:18
@Lorenza Cate Isafragola,
ecco dalle vostre risposte trovo quello che volevo sapere.
Abbiamo una disparità e tutte ce ne rendiamo conto, però la difendiamo!
Anche io penso che il tempo che passo con i miei bambini sia impagabile e che non ci rinuncerei per niente al mondo e mi rincresce che M. non abbia potuto aspettare la loro nascita con la stessa intensità di come l’ho vissuta io, mi giustifico con queste motivazioni,ma non allievia questa disparità.
Se penso al mio tempo libero, questo mi appare come un tempo contaminato, parlo al telefono con un’amica e accompagno il piccolo in bagno, preparo la cena e ascolto la radio, gioco con i bambini e intanto metto a posto la camera..
Se riesco a vedere che un calzino giace per terra spaiato e bisognoso di un lavaggio, perchè devo essere l’unica che lo raccoglie e lo porta in lavatrice?