Chiara Nocentini

la mia vita è disegnare… quindi disegno la mia vita

Portare ciccio in piscina

Appartengo a quella categoria di persone, che non ama impegnare i bambni in mille attività, perchè ritengo che abbiano bisogno del loro spazio, di giocare con la modalità che desiderano e di impiegare il loro tempo per quanto possibile in questo.
Ciò nonostante ho portato A. a una prova di nuoto.
Per una grande ragione, il bisogno che aveva di muoversi di più, visto che con il grande feddro non andiamo spesso al parco e quando lo facciamo rimaniamo per lo più fermi come merluzzi surgelati..
Andrea ha molta paura dell’acqua, ero un pò titubante, ma ho cercato di invogliarlo come potevo e incoraggiarlo, quanto una ex-bambina più timorosa e pigra di lui potesse fare, mi sto riferendo a me stessa.
Ho riassunto l’esperienza con queste illustrazioni.
piscina
Ciccio molto poco disposto a venire di sua spontanea volontà alla lezione di nuoto, diciamo che non mi ha proprio aiutato…
piscina1
Ciccio è un bambino molto fantasioso, il suo racconto della lezione è iniziato con
un grosso pesce che lo ha inseguito, e lui per scappare andava velocissimo, poi si è messo la cuffia dei pirati e il pesce è scappato.
piscina2
Il momento migliore mi ha detto è stato quando l’istruttrice l’ha fatto salire in barchetta, e poi ha raccolto conchiglie dal fondo della piscina per regalarmele!
Ci vuole tornare, e per me questo vuole dire molto, che sono riuscita a trovare qualcosa per cui sentirsi capace, visto che è molto insicuro, avere un pomeriggio diverso dal solito, superare o almeno affrontare una grande paura, l’acqua.
Inutile dirlo il mio cuore oggi è leggero.

Microintervista

Ieri Davide Nonino
mi ha intervistato su Parole Appiccicate
Ringrazio Davide e vi invito a leggere la sua rubrica e scoprire Cenerontola!
provissima

Domenica/origami

Questo sabato e domenica, M. ha dovuto lavorare, i nonni si sono proposti di portare i bambini più piccoli per due giorni via dalla città, e io sono rimasta con F.
La sensazione che ho avuto sabato mattina, quando ci siamo lasciati è che la nostra famigliola fosse triste da questa improvvisa divisione.
I bambini non erano davvero molto felici di partire M. sicuramente non lo era di andare a lavoro, e io ero proprio arrabbiata.
Però questa temporanea esperienza ci ha fatto recuperare, delle attenzioni verso F. che ci promettevamo da tempo, e un silenzio che davvero non ricordavo in casa nostra….
Ho pensato che essere figlio unico deve essere un lusso, poi F. mi ha detto:
“Mamma ma chi ha solo un bambino e silenzioso , come sono io, chissà che silenzio avrà!
Mi mancano i miei fratellini e a te?”
Con vergogna non ho saputo rispondere, sono stata combattuta fra la voglia di vederli e ascoltarli, e la voglia di godermi un pò questa bambina quasi settenne, che aveva voglia di raccontare e chiedere senza essere interrotta da proteste, litigi, urla e morsi dei fratelli più piccoli.
Siamo riuscite a uscire insieme, a vederci una mostra, incontrare le amichette, mangiare fuori!Poi ha voluto sapere la storia della scoperta delle Americhe da parte di Cristoforo Colombo…
Stasera siamo tutti insieme, M. sta attaccando il
pannellino solare alle pile ricaricabili
i bambini stanno giocando tutti insieme e io, ora mi sento felice!
P.S.
Questa settimana sul Giornalino
ci sarà un inserto sugli origami che ho ideato e disegnato io è bellissimo!
cover

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