Chiara Nocentini

la mia vita è disegnare… quindi disegno la mia vita

Il giorno finisce…

Ecco finalmente è arrivata la sera, il tavolo è stato abbandonato fra briciole e bucce di mandarino, i giochi sono stati riposti nei cassetti e nelle ceste, il bagno per lavare i denti è vuoto, sì, certo , qualche asciugamano è per terra, ma lo raccolgo dopo, adesso voglio farvi sentire questo…………………………..ecco, questo è il silenzio della mia casa, non è meraviglioso?!
dorme

Pavilhao do conhecimento quanto ci manchi!

Domenica scorsa ho portato i bambini in un museo della nostra città, pubblicizzato per i suoi laboratori ben organizzati di scienze e di scoperta di materiali.
Questa estate eravamo stati al “Pavilhao do conhecimento” a Lisbona, e ci eravamo entusiasmati vedendo quanto i nostri bambini fossero coinvolti dalle istallazioni presenti, quanta curiosità suscitassero in loro, e quante domande ci avevano rivolto, spingendoci a dissotterrare dalla nostra memoria, nozioni scolastiche di matematica, scienze, fisica etc..
Faticosa esperienza sopratutto per noi, che eravamo stati interrogati sul come e sul perchè!
Quindi, organizziamo una bella gita al museo per domenica pomeriggio…CHE DELUSIONE!
Il museo non è altro che un’esposizione di telefoni degli anni ‘50, vecchi telegrafi, modellini di strumenti tratti dai bozzetti di Leonardo da Vinci, quattro vecchie locomotive che puzzavano di grasso, tre aerei degli anni ‘20 e un brigantino.
Per carità non voglio togliere niente al valore didattico e della memoria di quanto esposto, però il mio pensiero è stato, se un paese si conosce da quel che offre alle nuove generazioni, il nostro appare proprio antico, vecchio, superato.
Non si vuole proprio fornire nessun mezzo di conoscienza a questi nostri bambini?
Non c’è proprio nessuna voglia a investire su di loro?
La scuola?
L’unica attrattiva rimarrà quella di entrare nel grande museo televisivo del “grande fratello”?
sob

La ricotta

Ieri avevo il frigo vuoto come la pancia dei miei tre, e per colmare questa mancanza sono andata al super vicino a casa.
Faccio il mio giro pensando alla mia succolenta cenetta, che quella sera includeva anche una bella fettona di ricotta di pecora freschissima, presa al bancone.
Dico all’inserviente cosa desidero e quanto,
lui spavaldo affonda la paletta nella ricotta budinosa,
e spadella la fetta in un vaschetta in rapporto microscopica, un pò cade fuori…!!!!!
Borbotto, lui si scusa e raccatta maldestramente con la paletta la mia ricotta,
poi la preme nella vaschetta microscopica di plastica la sigilla con l’etichetta,
apre un sacchetto e la butta dentro.
Me ne vado pensierosa.
Arrivo alla cassa, metto i miei acquisti sul rullo, tocca a me,
la cassiera sempra presa da frenesia da stacanovismo,
non faccio in tempo a mettere le cose nella borsa che devo pagare,
nel cercare gli spiccioli, lei mi guarda, sbuffa e a casaccio finisce di fare lei la mia borsa…
Non che io sia una metodica beninteso, ma almeno le uova e la mia ricotta freschissima di pecora già umiliata dentro la vaschetta microscopica di plastica poteva starci attenta!!!!
E in quel momento mi è tornata alla mente la mia zietta D.
Quella che aveva una bottega, pizzicagnola, drogheria, alimentari per i più moderni.
Lei la ricotta fresca del pastore, l’avrebbe rinvoltata nella carta oleata sottile, avrebbe fatto un bel pacchettino, da poterlo scambiare addirittura a Natale sotto l’albero, avrebbe gentilmente risposto e ringraziato a profusione,
La borsa la faceva lei ben ordinata e la passava dal bancone alle sue clienti.
Aveva una panchina fuori dal negozio, dove la gente poteva riposare e chiaccherare e poggiare le borse pesanti.
E salutava “Arrivederci Arduina a domani!”
E sì, perchè in un posto così il giorno dopo si tornava eccome!
zia

keep looking »
  • Novità!!

    l'ho illustrato io :-)
  • Il mio shopping online

    acquista i miei articoli
  • Acquista i miei libri

  • Mi trovate in edicola su

    gbaby
  • mi trovate anche su

    if