Mamma, raccontami di quando eri piccola..
Posted on | ottobre 5, 2009 | 15 Comments
Ho sempre abitato in campagna, finchè mi sono sposata.
Da piccola giocavo sull’aia a campana, o andavo in bici per le stradine sterrate che circondavano casa mia.
Quando pioveva la strada si riempiva di rigagnoli d’acqua che scorrevano in discesa come tanti ruscelletti, e dopo la pioggia trovavamo i rospi che pigramente saltavano fuori dal fango.
Correvo al pollaio ogni volta che le galline gridavano “coccodè” con la voce strozzata , segno che avevano appena deposto l’uovo, e se lo trovavo, lo portavo alla mia mamma perchè lo sbattesse con lo zucchero per poterlo mangiare.
In estate sull’aia giocavo nascondino la sera dopo cena, fino a che il buio non diventava fitto fitto allora inseguivamo le lucciole, ce n’erano tante, per chiuderle nel palmo delle mani e incantarci alla loro luce per poi liberarle.
Avevo una mamma che raccoglieva le more e le cuoceva e le passava al setaccio per farne delle marmellate buonissime, e metteva sotto zucchero o alcoll le ciliegie del campo.
Avevo una nonna e una zia che mi hanno insegnato a lavorare ai ferri e a fare l’uncinetto.
Avevo un nonno che coglieva una rosa rosso porpora da mettere tutte le mattine alla statua di Gesù che teneva sul comodino, e profumava ..
Ho scoperto che tutte queste frasi sono diventate l’inizio di tante piccole storie , che i miei figli la sera ascoltano volentieri, anzi mi incitano a ripescare nella mia memoria fatti e sopratutto persone che per loro sono leggendari, ma che sono esistite davvero.
Sembra che la mia infanzia interessi molto , sono diventata un libro, il loro libro, e a volte mi citano come se la mia memoria fosse piena di pagine numerate, e naturalmente guai a sbagliare o cambiare il filo del racconto!
Per non parlare dei detti, delle filastrocche o delle parole pronunciate diversamente , grazie al mio fiorentino, che a loro fanno ridere!
Questo è un bozzetto tratto dal mio quaderno, sabato e domenica questo enorme noce selvatico davanti a questa casina in campagna ci ha donato grandi momenti di felicità, nonchè tantissime piccole e dolci noci.
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15 Responses to “Mamma, raccontami di quando eri piccola..”
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ottobre 6th, 2009 @ 09:51
scusa il nonno coglieva una? rosa? l’ho immaginata, così come ho immaginato te bambina felice in quell’infanzia che hai vissuto e che racconti.E il racconto è molto bello. Un bacio. P.s. c’è posta per te.
ottobre 6th, 2009 @ 10:31
Mi piace sentirti raccontare
anche io ho avuto la fortuna di crescere in campagna,e anche ora ci continuo a vivere,é un grande privilegio.Quando avrò dei bambini,mi piacerà raccontare anche a loro dei miei giochi..anche io giocavo a nascondino tutto il giorno!!
un bacio
Daniela
ottobre 6th, 2009 @ 12:31
…mi sembra di sentire anche gli odori della campagna…dell’erba, della terra, delle foglie diverse, dei luoghi degli animali…
Io ho vissuto da bambina in campagna e mi ha dato qualcosa che non ha prezzo. Quanto vorrei potervi ritornare ora che ho un bimbo piccolo!
Chiara, che aspetti a farne un libro vero? O preferisci conservare l’intimità dei tuoi ricordi, tra te e i tuoi cuccioli?
Un abbraccio e mille complimenti, come sempre!
Cate
ottobre 6th, 2009 @ 13:22
Che bella infanzia… io non ho mai vissuto in campagna ma quello che racconti sembra davvero molto bello, un po’ come la famosa Heidi e la sua nostalgia delle montagne
ottobre 6th, 2009 @ 14:18
che bello, e quoto cate: tra l’altro, “Mamma, raccontami di quando eri piccola” è un bellissimo titolo!!
ottobre 6th, 2009 @ 14:19
ciao Chiara, condivido con il tuo racconto d’infanzia tante cose; quella che mi manca di più, ovvero, che sicuramente i miei figli non hanno avuto modo di avere in regalo, é la nonna o la zia che ti insegna a lavorare a maglia. Ho ultimamente ripreso a lavorare con l’uncinetto, sono tecniche che non si scordano mai, ma la mia figlia più piccola non ha apprezzato lo stare ferma a srotolare tra le dita il gomitolo di lana con quel ferro in mano … però, con la mossetta tipica dell’abbraccio, mi ha chiesto di farle una sciarpa calda calda da tenere intorno al collo, per avere la mamma più vicino !!! che bello eh?
ottobre 6th, 2009 @ 22:19
le tue parole sempbrano una favola d’altri tempi… Come te ora abito in città e sono sempre divisa fra qui e là, anche se a dire il vero non so cosa preferisco, non ho le certezze di altre mamme. A me sentire i racconti della mia famiglia da qualche parente piace molto ancora adesso…
ottobre 6th, 2009 @ 22:28
che meraviglia Chiara: è vero, sa di una bella e lunga storia da raccontare..
ottobre 7th, 2009 @ 06:18
Anche a me Maia mi chiede di raccontarle di quando ero piccola…ma non mi ricordo gran che e i miei genitori le raccontano solo che ero brutta e isterica…che bello eh?
ottobre 7th, 2009 @ 15:32
eheheh viva la campagna
ottobre 9th, 2009 @ 08:54
ciao Chiara!
ieri ho scoperto che sul libro di prima elementare di mio figlio c’è una tua illustrazione, prima ho riconosciuto il tuo stile poi la conferma l’ho avuta leggendo il tuo nome alla fine.
ottobre 9th, 2009 @ 09:47
e se facessimo fagotto?…
ottobre 12th, 2009 @ 10:19
Io ricordo, e ancora lo sento se apro le finestre dopo che ha piovuto, il profumo del sottobosco in autunno.
Raccogli i ricordi e non lasciarli andare! Ti servono per vedere chi sei diventata e come puoi tenere al calduccio, anche a Milàn, il gomitolo della vita.
ottobre 13th, 2009 @ 08:56
@LaTibba ti voglio tanto bene!!
ottobre 13th, 2009 @ 20:08
io invece sono nata e cresciuta in città. e a questo punto dovrei dire purtroppo. ma mi piace e trovo anche anche la città abbia una sua poesia. mi piacerebbe però essere capace di raccontarla, anche se trovo che quello che vivono i miei figli ora non è troppo diverso da trent’anni fa.
da tempo non passavo di qui. è sempre bello leggerti. continua a raccontare…